Else

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Else nasce nel 2013 e si compone come una costellazione di elementi provenienti da ambiti diversi (teatro, design e arti visive, musica).
Trapassato Remoto è la prima stanza delle sette in cui si articola la topografia di quest’opera che affronta il tema della memoria personale\collettiva: punto di partenza un lungo lavoro di raccolta di immagini, storie e ricordi appartenenti ad un gruppo di donne vissute in un piccolo paese dell’Appennino tosco-emiliano.
Trapassato Remoto è la stanza più antica, quella che segna il passaggio culturale e storico del paese attraverso la rievocazione del momento in cui avviene l’ edificazione della centrale idroelettrica che modifica in modo permanente l’aspetto morfologico del territorio e influisce socialmente sul piccola comunità.
Sette Stanze è essenzialmente un lavoro sul tempo in cui l’evocazione della memoria trascende ogni retorica legata al passato e diventa lo strumento che conferisce spessore all’esistenza attraverso l’avvicendarsi delle generazioni.
La profondità del presente è per così dire definita dalla sovrapposizione stratificata di altri presenti, già trascorsi o ancora da venire. Nel progetto, il valore d’uso di tale stratificazione si afferma nella definizione dell’individuo e trova un corrispettivo spaziale nello smarrimento evocato dall’immagine archetipica del bosco, luogo fiabesco deputato a questa letterale confusione di tempi e vite. Sono stati del resto i temi ricorrenti emersi dalle parole delle abitanti del paese– la guerra, la centrale elettrica, il bosco stesso – a suggerire le coordinate spaziali del lavoro e a trasformare la dimensione soggettiva e autoriale del progetto in una struttura aperta, concepita per approfondirsi nelle sfaccettature di una costruzione registica la cui forza è basata sulla capacità di coniugare ricerca individuale e lavoro collettivo.