Tre estratti

Tre estratti dal Primo studio di Lupi nei muri_le temps en ruines e Fiaba nera@Officine Solimano
di: Else
ideazione Barbara Barbantini
musiche originali Viclarsen_Massimo Bressan, Luca Pagani, Simone Perna
interpreti Mara Redeghieri, Cecilia Collà Ruvolo
drammaturgia Barbara Barbantini, Silvano Scaruffi
immagini video Mizuko
produzione Associazione culturale Après la nuit

Perché tutto intorno è rovina. Acerbe guerriere percorrono sentieri.
Di rovi e di castagni. Sono corse a perdifiato. Calze disegnate e biglietti nascosti nei capelli.
E’ così che vi immagino: sfrontate e senza fiato. Nonostante tutto incuranti.
Perdersi nel bosco. Ora è il tempo di affrontare lupi e demoni.
E’ qui che tutto succede. Sono le ragazzine fucilate, i materassi rubati e le trecce tagliate.
L’infanzia è finita. Non sarà sufficiente segnare il sentiero con i sassolini bianchi per tornare a casa.

>>> https://vimeo.com/95774094

solimano 1

solimano 2

 

solimano 3

solimano 4

solimano 5

Lupi nei muri_le temps en ruines – Fiaba nera

Mio buco nero
Mio bosco scuro
Mio dolore
Mia linfa
Venuto dal sangue
e dalle radici

Domenica 18 maggio_ ore 21.15_Officine Solimano_ Savona

Sette stanze
Primo studio su
Lupi nei muri_le temps en ruines
Fiaba nera

Di Else. Ideazione Barbara Barbantini. Musiche originali Massimo Bressan, Luca Pagani, Simone Perna. Con Mara Redeghieri, Cecilia Collà Ruvolo. Drammaturgia Barbara Barbantini, Silvano Scaruffi. Immagini video Mizuko.

mio buco nero

Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce

“Anni ’20. Piccolo paese aspro di vento e di bosco. Un mondo visibile in controluce negli album fotografici.
Riemerge il passato e gli spiriti possono raccontare nuovamente la loro storia.
La Centrale viene edificata. Catalizzatore di vite.
Un mondo sbiadito e zoppicante come un filmato d’archivio.”
Sabato 17 maggio alle ore 21.00 presenteremo il primo studio di Trapassato Remoto al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova.

bacino

Else

else 2

Else nasce nel 2013 e si compone come una costellazione di elementi provenienti da ambiti diversi (teatro, design e arti visive, musica).
Trapassato Remoto è la prima stanza delle sette in cui si articola la topografia di quest’opera che affronta il tema della memoria personale\collettiva: punto di partenza un lungo lavoro di raccolta di immagini, storie e ricordi appartenenti ad un gruppo di donne vissute in un piccolo paese dell’Appennino tosco-emiliano.
Trapassato Remoto è la stanza più antica, quella che segna il passaggio culturale e storico del paese attraverso la rievocazione del momento in cui avviene l’ edificazione della centrale idroelettrica che modifica in modo permanente l’aspetto morfologico del territorio e influisce socialmente sul piccola comunità.
Sette Stanze è essenzialmente un lavoro sul tempo in cui l’evocazione della memoria trascende ogni retorica legata al passato e diventa lo strumento che conferisce spessore all’esistenza attraverso l’avvicendarsi delle generazioni.
La profondità del presente è per così dire definita dalla sovrapposizione stratificata di altri presenti, già trascorsi o ancora da venire. Nel progetto, il valore d’uso di tale stratificazione si afferma nella definizione dell’individuo e trova un corrispettivo spaziale nello smarrimento evocato dall’immagine archetipica del bosco, luogo fiabesco deputato a questa letterale confusione di tempi e vite. Sono stati del resto i temi ricorrenti emersi dalle parole delle abitanti del paese– la guerra, la centrale elettrica, il bosco stesso – a suggerire le coordinate spaziali del lavoro e a trasformare la dimensione soggettiva e autoriale del progetto in una struttura aperta, concepita per approfondirsi nelle sfaccettature di una costruzione registica la cui forza è basata sulla capacità di coniugare ricerca individuale e lavoro collettivo.